Un solo referente, infinite possibilità. ZACMI come System Integrator anche in ambito pet food

Un solo referente, infinite possibilità. ZACMI come System Integrator anche in ambito pet food

Ci siamo. È arrivato il momento della Puntata n.14 del Worldwide Tour di ZACMI. Dove vi portiamo oggi?
Questa volta voliamo in Indonesia e vi parliamo di un’installazione complessa e particolare di una linea completa per il pet food.

Eh sì perché, come probabilmente ormai saprete se ci seguite sui nostri canali, ZACMI non solo progetta e realizza macchinari per il riempimento, l’aggraffatura e la pastorizzazione, ma aiuta le aziende a trovare i migliori fornitori per la realizzazione di una linea completa, fungendo da vero e proprio system integrator (ne abbiamo parlato anche qui) e consentendo così ai nostri clienti di avere un unico referente per l’intero progetto.

In questo modo si ottimizzano costi e tempi e si è sicuri al 100% che l’integrazione tra le forniture ZACMI e i macchinari realizzati da aziende terze sia la più efficiente possibile. Adesso vi raccontiamo tutto!

Con il nostro Worldwide Tour vi portiamo assieme a noi in un giro del mondo virtuale, mostrandovi come l’assistenza pre e post vendita ZACMI sia un parte più che fondamentale del nostro lavoro.

Facendovi scoprire, di volta in volta come aiutiamo le aziende con cui lavoriamo, inviando i nostri tecnici specializzati per installazioni, primi avvii, test dei macchinari (anche su progetti custom) e assistenza ordinaria o straordinaria, vi mostriamo inoltre come per noi sia capitale seguirvi in ogni passo del vostro sviluppo produttivo e come ZACMI possa a tutti gli effetti essere considerato un partner più che sicuro su cui fare sempre affidamento.

Con l’occasione fornitaci da questa rubrica, siamo anche soliti approfondire gli aspetti socio-culturali del prodotto che i nostri macchinari lavorano, perché il comparto F&B è così pieno di aneddoti e curiosità che non potevamo esimerci dal raccontarvi tutto quello che, in oltre 70 anni di esperienza, abbiamo imparato.

Questa volta, come vi dicevamo, la linea che andiamo a installare produce pet food.
Abbiamo già trattato questo argomento nella Puntata n.3 (dove vi abbiamo descritto la nascita del pet food e i suoi sviluppi qualitativi sino al livello “human grade” ) e nella Puntata n. 6 (dove abbiamo trattato del cibo per animali come safe haven asset, data l’immensa crescita che sta avendo il mercato degli animali da compagnia), e per questa ragione non ci ripeteremo ulteriormente.

Vi invitiamo però a leggere, qualora non l’aveste già fatto, quei contributi, perché li troviamo davvero affascinanti. Oggi, invece, vi racconteremo qualche aneddoto particolare e vi assicuriamo che resterete a bocca aperta.
Non stiamo certo scherzando, questa puntata è spettacolare!

Ma, prima di tutto, andiamo a trovare i nostri tecnici in Indonesia.
Via, si decolla!

Perché potete contare su di noi per la progettazione di una linea completa


Come appena accennato, in Indonesia stiamo dando il via a una sfida ambiziosa (ma non certo nuova, per noi): l’installazione e l’avvio di due linee complete per il pet food, un progetto complesso che integra soluzioni altamente tecniche e innovative.

  • Il primo impianto comprende una riempitrice a telescopi, una lineare, un’aggraffatrice con DSM – fondamentale per il controllo dell’aggraffatura – oltre a una lavatrice e una tecnologia x-ray.
  • Il secondo, invece, si compone di una riempitrice a pistoni, un’aggraffatrice sempre con DSM, una lavatrice e una macchina per il controllo del peso.

Vediamo, nel dettaglio, di cosa stiamo parlando, concentrandoci sulle forniture ZACMI.

Riempitrice telescopica: precisione e flessibilità


La nostra riempitrice telescopica è progettata per assicurare un dosaggio uniforme e accurato.
Grazie al meccanismo telescopico avanzato, questa macchina consente di adattarsi a diverse tipologie di confezionamento, garantendo precisione anche in cicli produttivi ad alta velocità.
Le sue caratteristiche tecniche permettono di ottenere un controllo estremamente preciso del volume del prodotto, ottimizzando la resa e riducendo gli sprechi.

Riempitrice a pistoni: efficienza e versatilità anche per linee complesse


Il sistema basato sulla riempitrice a pistoni è ideale per la gestione di prodotti di diversa viscosità e consistenza. Progettata per garantire un’erogazione costante, la macchina offre un’ottima affidabilità operativa. La sua struttura robusta e modulare permette una facile integrazione all’interno di linee produttive molto strutturate, assicurando così performance elevate e adattabilità alle esigenze specifiche del processo produttivo.

Riempitrice lineare: chi va piano va sano e va lontano


Questo macchinario è progettato per il riempimento di prodotti liquidi o semi-densi, anche quando contengono particelle in sospensione, ed è adatto all’utilizzo con contenitori in vetro, metallo o plastica. È ideale per applicazioni a basse velocità.

L’aggraffatrice ultra-rapida clean design e il sistema D.S.M.


L’aggraffatrice Clean Design si distingue per l’innovazione e l’efficienza operativa.
Dotata di un sistema di controllo avanzato, questa macchina consente di chiudere le confezioni in modo rapido (stiamo parlando di una soglia massima di 1600 c.p.m.) e sicuro, riducendo al minimo il rischio di errori.

Il Double Seam Monitoring (D.S.M.) di ZACMI, integrato nella linea, monitora in tempo reale la precisione dell’aggraffatura delle lattine.
I sensori speciali, montati sulla seconda camma, registrano le misure dei segnali di forza, individuando immediatamente anomalie come flange danneggiate o la presenza di corpi estranei.
Questo sistema all’avanguardia permette non solo di esportare i dati per analisi da remoto, ma anche di regolare facilmente le impostazioni, contribuendo alla lunga durata dei componenti e all’ottimizzazione dell’intero processo di chiusura.

Integrazione e visione per il futuro del pet food. E non solo.


L’integrazione dei macchinari ZACMI con altre tecnologie esterne (come la lavatrice, l’x-ray e la macchina per il controllo del peso) mette in luce la non solo la capacità di realizzare progetti complessi e coordinati, ma anche un servizio completo capace di garantire una produzione che rispetti standard elevati sin dal primo giorno.

La presenza dei nostri tecnici specializzati in loco (da cui nasce il motto di questa rubrica: Tech Wizards, At Your Turf), incaricati di avviare e ottimizzare le due linee, segna l’inizio di una collaborazione con questa grande azienda (che per motivi di privacy, come sempre, non possiamo nominare) finalizzata a una gestione accurata e sostenibile del processo produttivo in un mercato strategico come quello indonesiano.

Ma adesso, dopo tutti questi discorsoni tecnici e un po’ auto celebrativi (come potevamo esimerci?), perché non ci godiamo un po’ di leggerezza con qualche aneddoto sul pet food, come promesso?

Si tratta di un mondo davvero pieno di storie interessanti e divertenti (alcune un po’ tristi ma assai significative, come vedremo quando parleremo della Grande Depressione americana) che riflettono come questo settore sia stato influenzato dalla storia e dalla cultura in cui si è sviluppato e come l’abbia, a sua volta, influenzato, generando un enorme impatto sulla società.

Il cane che ispirò il primo cibo in scatola


Durante la Prima Guerra Mondiale, un imprenditore americano osservò un fenomeno curioso che avrebbe cambiato per sempre il modo di alimentare gli animali domestici: il suo cane si nutriva della carne in scatola destinata ai soldati (a proposito: abbiamo parlato della nascita della carne in scatola proprio nella puntata precedente), una soluzione pratica e facilmente conservabile che era stata sviluppata per affrontare le esigenze alimentari dei militari.

Questo evento ispirò l’imprenditore a creare il primo cibo in scatola appositamente pensato per i cani, dando vita a un’innovazione che si rivelò un successo immediato.

La carne in scatola, introdotta inizialmente per soddisfare le necessità alimentari dell’esercito durante la guerra, si dimostrò infatti ideale anche per gli animali domestici: era facile da conservare, trasportare e servire, caratteristiche che la rendevano particolarmente attraente per i proprietari di cani.
L’idea di adattare questo prodotto agli animali nacque da un’intuizione semplice ma geniale: se funzionava per i soldati, impegnati in difficili teatri di guerra, perché non offrire la stessa praticità agli animali domestici?

Il fiuto dell’imprenditore statunitense segnò l’inizio del mercato del pet food commerciale.

Il primo cibo in scatola per cani fu prodotto utilizzando carne di cavallo, un ingrediente economico e abbondante all’epoca. Sebbene inizialmente ci fosse una certa resistenza da parte dei consumatori all’idea di nutrire i propri animali con carne equina, il prodotto trovò rapidamente un mercato grazie alla sua funzionalità e al prezzo accessibile.

La popolarità del cibo in scatola crebbe ulteriormente quando venne associata a campagne pubblicitarie innovative, come quella con Rin Tin Tin, il famoso cane star del cinema muto (ne parleremo tra poco).

L’introduzione del cibo in scatola non solo rivoluzionò il modo in cui i cani venivano nutriti, ma aprì anche la strada a ulteriori innovazioni nel settore del pet food.

Dopo la guerra, l’industria continuò infatti a evolversi con l’introduzione di alimenti secchi e tecnologie come l’estrusione, che permisero di produrre crocchette leggere e facilmente conservabili.

Questi sviluppi furono guidati dal desiderio dei consumatori di trovare soluzioni sempre più comode e pratiche per nutrire i propri animali.

Ma non è certo finita qui, perché vi abbiamo promesso di parlare di Rin Tin Ti, no?

Rin Tin Tin, l’invenzione del celebrity marketing e l’uomo che mangiò cibo per cani pur di scritturare un cane


Negli anni ’20, il marchio Ken-L Ration rivoluzionò il mercato del cibo per cani, non solo introducendo il primo alimento in scatola per animali domestici, ma anche sfruttando una delle prime strategie di marketing basate su celebrità. La collaborazione con Rin Tin Tin, il famoso pastore tedesco star del cinema muto, segnò infatti un momento cruciale nella storia del pet food e del marketing.

Rin Tin Tin, noto anche come “Rinty”, era un pastore tedesco salvato durante la Prima Guerra Mondiale da Lee Duncan, un soldato americano. Portato negli Stati Uniti, Rinty fu addestrato e divenne una delle prime star canine di Hollywood, apparendo in ben 26 film prodotti da Warner Bros. Il suo successo non si limitava al grande schermo: Rin Tin Tin incarnava l’ideale di fedeltà e intelligenza canina, conquistando il cuore del pubblico americano.

Ken-L Ration, introdotto nel 1922 dalla Chappel Brothers di Rockford, Illinois, fu il primo cibo per cani in scatola prodotto su larga scala negli Stati Uniti.

L’ingrediente principale – come abbiamo detto – era carne di cavallo, descritta come “carne rossa magra” per attrarre i consumatori, all’inizio un po’ scettici. Questo prodotto rispondeva a una crescente domanda di praticità e nutrizione per gli animali domestici, che stavano diventando sempre più parte integrante delle famiglie americane.

La Chappel Brothers riconobbe subito il potenziale di Rin Tin Tin come ambasciatore del marchio.
Per convincere Lee Duncan a collaborare, uno dei dirigenti dell’azienda arrivò persino a mangiare una scatola di Ken-L Ration davanti a lui per dimostrare la qualità del prodotto.  

Duncan accettò, e Rin Tin Tin divenne il volto del marchio.
Le pubblicità presentavano lo slogan “My Favourite Food, Most Faithfully, Rin Tin Tin” e sfruttavano l’immagine dell’amato cane per promuovere il cibo in scatola.

Questa strategia rappresentò uno dei primi esempi di celebrity endorsement nel settore del pet food.

L’associazione con una figura amata come Rin Tin Tin non solo aumentò enormemente le vendite di Ken-L Ration, ma contribuì anche a consolidare l’idea che i cani meritassero alimenti dedicati e di qualità (ne abbiamo parlato nella già citata Puntata n.3). 

Questo approccio innovativo aprì la strada all’uso di testimonial famosi per influenzare le scelte dei consumatori.

La collaborazione tra Rin Tin Tin e Ken-L Ration non fu solo un grandissimo successo commerciale, ma anche un punto di svolta nella storia del marketing.
Dimostrò infatti come l’uso strategico di celebrità potesse trasformare un prodotto comune in un fenomeno culturale.
Ancora oggi, questa partnership è ricordata come un esempio pionieristico di come il marketing possa influenzare le abitudini dei consumatori e plasmare interi settori industriali.

Ma se l’idea del cibo per cani nacque prendendo spunto dal cibo in scatola per umani, ci fu anche un momento, invero abbastanza triste, in cui i ruoli si ribaltarono.

Il caso del cibo per cani come sostituto per gli umani


La Grande Depressione (1929-1939) rappresentò uno dei periodi più difficili della storia moderna americana, questo lo sappiamo, caratterizzato da disoccupazione di massa, povertà estrema e gravi carenze alimentari.

In questo contesto, il cibo per cani, originariamente ideato per gli animali domestici, divenne in alcuni casi una risorsa estrema per gli esseri umani.
Questo fenomeno, sebbene tragico, evidenzia la gravità delle condizioni economiche dell’epoca e offre un’importante riflessione sulla resilienza umana e sulla sicurezza alimentare.

Durante la Grande Depressione, milioni di americani persero il lavoro e si ritrovarono a lottare per soddisfare persino i bisogni primari. Le file per un pasto caldo presso le mense dei poveri divennero un’immagine simbolo di quel periodo. Tuttavia, non tutti avevano accesso a queste risorse caritatevoli. Alcuni furono costretti a ricorrere a soluzioni estreme, come – appunto – mangiare cibo per cani, che all’epoca consisteva principalmente in carne in scatola.
Questo prodotto era economico, facilmente reperibile e spesso più nutriente rispetto ad altre alternative disponibili.

Un aspetto particolarmente amaro della Grande Depressione fu il paradosso della distruzione intenzionale del cibo da parte del governo per mantenere alti i prezzi agricoli.
Come descritto da John Steinbeck nel suo romanzo “Furore”, enormi quantità di raccolti venivano bruciate o lasciate marcire, mentre milioni di persone soffrivano la fame.
Questa politica, introdotta attraverso l’Agricultural Adjustment Act del 1933, mirava a sostenere gli agricoltori ma aggravò ulteriormente la crisi alimentare per i più poveri.

L’uso del cibo per cani da parte degli esseri umani durante la Grande Depressione sollevò interrogativi sulla qualità e sulla sicurezza degli alimenti destinati agli animali.

Sebbene il pet food non fosse inizialmente soggetto a regolamentazioni rigorose, eventi come questi contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di fornire standard più elevati.

Negli anni successivi, vennero introdotte normative più stringenti per garantire che il cibo per animali fosse sicuro sia per gli animali che per eventuali consumatori umani in situazioni estreme.

Oggi siamo arrivati allo Human Grade Food e i macchinari ZACMI sono progettati anche per rispettare con assoluto rigore le norme igienico-sanitarie imposte dalle normative vigenti.

In ogni caso, questo aneddoto ( incontestabilmente tetro ma anche molto significativo) dimostra come, in tempi di crisi, le persone siano disposte ad adattarsi e trovare soluzioni creative per sopravvivere.
Allo stesso tempo, sottolinea l’importanza di politiche economiche e sociali che evitino tali situazioni estreme.

La Grande Depressione non solo trasformò il modo in cui gli americani affrontavano la fame, ma influenzò anche profondamente le dinamiche del mercato alimentare e la percezione della sicurezza alimentare.

Visto che quest’ultimo aneddoto non è stato dei più allegri, perché non concludere con una curiosità un po’ più simpatica? Vi siete mai chiesti perché le crocchette si chiamano così? E qual è la differenza con i croccantini?

Ve lo spieghiamo noi!

Crocchette e croccantini. “Scricchiolare”, “croccare” e le sovrapposizioni terminologiche


Il termine “crocchette” per il cibo secco per cani non deriva, come si potrebbe erroneamente pensare, dalla consistenza croccante del prodotto, ma sembra essere il risultato di un’evoluzione linguistica e culturale.
La parola “crocchetta” ha radici nel verbo francese “croquer“, che significa “scricchiolare”, ma in italiano è più comunemente associata al verbo “croccare”.
Tuttavia, le crocchette tradizionali (preparate per noi umani), come quelle di patate o carne, impanate e fritte, non hanno una connessione diretta con il cibo secco per cani.

Il nome “crocchette” per il cibo per cani potrebbe quindi essere stato adottato per analogia con la forma o la struttura dei prodotti alimentari tradizionali.

Questo uso del termine è più recente e potrebbe essere stato influenzato dalla familiarità del termine nella cucina italiana, dove le crocchette sono polpette di patate o carne impanate e fritte. Nonostante le crocchette per cani non siano croccanti come quelle tradizionali, il nome è stato mantenuto probabilmente per la sua riconoscibilità e familiarità nel linguaggio comune.

In alternativa, il termine “croccantino” è più recente e specificamente utilizzato per il cibo secco per animali domestici.

È un diminutivo di “croccante” e quindi più coerente con la consistenza del prodotto, sebbene le crocchette per cani non siano effettivamente croccanti. Tuttavia, “croccantino” è diventato un termine accettato e utilizzato nel linguaggio comune, soprattutto negli ultimi anni.
Il Dizionario Treccani ha incluso “croccantino” come termine legittimo solo nel 2016, sottolineando la sua recente adozione nel lessico italiano.

Conclusioni… croccanti!


Va bene, concedeteci questo banale gioco di parole finale. “Croccante” è diventato un modo di definire un argomento particolarmente succulento e interessante ed è in questo senso che vogliamo usare questo aggettivo per concludere il nostro articolo.

Nelle righe precedenti abbiamo visto come un alimento destinato al consumo animale non solo abbia una storia ricca di aneddoti ma sia stato, in un modo o nell’altro, uno dei simboli che hanno cambiato la società sia a livello sanitario sia a livello commerciale.

All’interno di un percorso che, dalla prima comparsa del cibo in scatola per animali, ci ha portati all’attuale livello di attenzione sia per quanto riguarda gli ingredienti che la lavorazione, noi di ZACMI ci siamo inseriti con macchinari all’avanguardia, capaci di garantire efficienza produttiva, durata nel tempo e rispetto delle normative igienico-sanitarie fornendo ai nostri clienti intere linee per la realizzazione di un pet food di altissima qualità.

E quando vedrete delle code felici scodinzolare, forse, adesso vi ricorderete che un po’ di quell’apprezzamento da parte dei vostri amici a quattro zampe dipende anche da ZACMI!

24.03.2025